Caratteristiche botaniche

Il farro si può considerare il capostipite dei cereali. Dal punto di vista nutrizionale è molto simile al grano tenero. È ricco di principi nutritivi, che si conservano intatti se viene consumato in chicchi interi. Ha una bassa percentuale di grassi e un alto contenuto di sali minerali, rame, potassio, calcio, ferro, fosforo, magnesio, manganese, nonché di vitamine A, B, C, E, e fibre insolubili che favoriscono il regolare lavoro dell’intestino.
Si adatta a terreni poveri e a quote anche sopra i 1.000 Mt. s.l.m. Lo stelo raggiunge anche un’altezza di 1,60 Mt. Il chicco di questo cereale è “vestito” ossia ricoperto dalla glume, dalle glumelle e dal pericarpo che, dopo la trebbiatura, devono essere eliminate attraverso varie fasi che costituiscono la cosiddetta brillatura.
Indicato in caso di osteoporosi e di anemia, il farro può essere d’aiuto anche nel combattere la stipsi e le neoplasie intestinali. È un alimento leggero, e tuttavia conferisce una buona quantità di carboidrati.

Contenuto medio:

  • Amido: 47,9%,
  • Proteine: 9,4%,
  • Fibre: 4,1%,
  • Lipidi: 1,9%.

In Italia sono presenti tre specie di farro:

  • il farro piccolo (Triticum Monococcum)
  • il farro comune (Triticum Dicoccum)
  • il farro grande (Spelta Triticum)

In Garfagnana si possono trovare tre varietà di Triticum Dicoccum, che differiscono per la forma della spiga, le cui “reste” possono mancare (nella varietà detta Mutica), essere corte (nella Semi-aristata) o lunghe (nella Aristata)